Report – Back in fashion: The Italian private equity market in 2018

Nel primo trimestre del 2018 l’Italia ha stabilito un nuovo record in termini di volume e di valore per il private equity (PE), afferma un report esclusivo appena pubblicato dallo studio legale italiano Gatti Pavesi Bianchi (GPB).
Il report, realizzato insieme a Unquote, rivela che in Italia sono le imprese a conduzione familiare (che costituiscono l’85% di tutte le aziende del paese) a trainare il nuovo boom di PE.
Numerose PMI italiane, grazie alla reputazione di cui godono per la qualità dei prodotti, la regolarità dei flussi di cassa e la volontà di crescita in ambito internazionale, si sono rivelate target ideali per il PE.

Il record stabilito nel Q1 rappresenta la prosecuzione dello slancio a cui si è assistito negli ultimi due anni.
I timori riguardano anche la persistenza della corruzione e della crisi del settore bancario, con conseguenti rischi per gli operatori. È pur vero che, superati con successo questi ostacoli nel primo trimestre dell’anno, il PE italiano riuscirà con ogni probabilità a prosperare anche nei mesi a venire.

Tra le conclusioni principali evidenziate dal report figurano le seguenti:

  • Nonostante il calo del 2017, il valore totale registrato l’anno scorso ammonta a quasi il doppio di quello delle operazioni concluse nel 2012, pari a 4,1 miliardi di euro. Il valore del PE italiano totale è aumentato ogni anno tra il 2012 e il 2016, quando si è registrato un record di 14,3 miliardi di euro di operazioni sostenute dal PE. È altresì degno di nota che i 7,6 miliardi di euro dello scorso anno rappresentino la terza migliore annata dall’inizio della crisi finanziaria.
  • Sono ben tre i record importanti stabiliti dal PE nel Q1 del 2018: si sono registrate sette operazioni superiori a 100 milioni di euro (il maggior volume di operazioni di grande valore in un Q1); 4,7 miliardi di euro è stato il più alto valore totale di un Q1; il Q1 è stato anche teatro del maggior volume mai registrato (34 operazioni).
  • Il settore finanziario si è dimostrato il più forte in termini di attività nel biennio 2016-17, con il 25% del valore complessivo di operazioni. Gli altri settori che hanno fatto riscontrare ottimi risultati sono quelli dei titoli industriali e dei prodotti chimici e tecnologici.
  • A seguito della crisi bancaria che ha colpito il paese, gli investitori si sono rivolti a nuove fonti di finanziamento per le proprie aziende. Il fenomeno delle SPAC (special purpose acquisition companies) ha riportato un successo incredibile sul mercato finanziario italiano negli ultimi 12 mesi, traendo a sua volta beneficio dall’introduzione da parte del governo dei Piani individuali di risparmio (PIR).